Miguel Cabrera

Ritratto di Sor Juana Ines de la Cruz. Museo Nazionale di Storia (MNH), Castello di Chapultepec.

– Miguel vieni qua! Chi è venuto durante la mia assenza?
– Nessuno, Maestro.
– Ma allora chi è che ha imbrattato il mio dipinto?
– Non lo so Maestro.

Miguel Cabrera, l’apprendista, durante l’assenza maestro, con il suo tocco magico aveva trasformato il dipinto austero e sacro, in una rappresentazione quasi umoristica.
Il maestro che aveva chiaramente inteso l’accaduto, ordinò a Miguel di andarsene da casa sua e non tornare più se avesse voluto evitare la prigione. Tuttavia, l’arcivescovo Manuel Rubio y Salinas che aveva commissionato il dipinto (un cenacolo con gli apostoli rappresentati a grandezza naturale) vide in quei ritocchi un colpo di genio e nominò Miguel Cabrera suo pittore personale. Era il 1719.

Leggenda? Realtà?

Probabilmente leggenda visto che fonti diverse avanzano ipotesi contrastanti sul periodo del praticantato di questo pittore messicano. Per certo si sa che Miguel Mateo Maldonado y Cabrera era meticcio e nacque nella città di Antequera de Oaxaca, nell’allora Nuova Spagna, il 27 febbraio 1695, da genitori sconosciuti.
Nulla si sa della sua infanzia da bambino abbandonato, forse allevato da due zii.
Quello su cui tutte le fonti concordano è che in gioventù (secondo fonti locali nel 1717, secondo altri nel 1720) si trasferì nella capitale del vice-regno, l’attuale Città del Messico dove iniziò il suo praticantato che gli permise, grazie al suo talento, di diventare il più importante pittore del Messico.
Secondo le fonti locali di Oaxaca il suo maestro fu Juan Rodriguez Juárez, un artista prestigioso del tempo, al quale appunto l’arcivescovo aveva commissionato il dipinto del cenacolo. Altre fonti ipotizzano che Cabrera si fosse formato sotto la guida e l’influenza di José de Ibarra.
La sua produzione artistica è concentrata tra il 1740 ed il 1768 anno della sua scomparsa.
Fu un pittore particolarmente prolifico visto che sono circa 300 le opere da lui lasciate e che sono conservate in gran parte in chiese e monasteri del Messico come i 34 quadri sulla vita di Sant’ Ignazio conservati nella chiesa di La Profesa di Città del Messico o quelli che rappresentano la via crucis nella Cattedrale di Puebla.
La sua produzione si è concentrata su alcuni ritratti e soprattutto su soggetti religiosi che tradiscono una forte influenza degli artisti europei del tempo.
Nel 1763 fu nominato presidente dell’Accademia Pittura messicana e morì nel 1768.
Scena di incrocio di razze (pittura di casta):dal cinese Cambujo e dall’indiano,lupa. 1763. Museo d’America,Madrid,Spagna

CONDIVIDI:
Franco Desiderio
Franco Desiderio
Franco Desiderio è un matematico e informatico ma da sempre è appassionato amatore d'arte . Fino al 2019 ha gestito il portale Clupittori.it dedicato all'arte visiva e tuttora scrive articoli per Clubarte.it

I nostri Partners